Critiche e Recensioni


Mi soffermo…mi lascio incantare da tratti, colori, simboli, messaggi razionalmente incomprensibili, ma esaltanti e quanto ancora mi trasmette questa tela intrisa di una genialità che si sottrae al tempo, poiché tali visioni sono espressioni di una profonda interiorità. E’ la trascendenza, che come scagliata nell’infinito spazio, diviene emblema attraverso le simbologie e i misticismi che Claudio Anzidei riesce a condensare sulla tela.

Prof. Paolo Mieli, Scultore, critico d’arte e docente universitario, Roma (It) 2002

Attraverso il sontuoso messaggio di spiritualità artistica evocato nelle opere di Anzidei, si rievocano creazioni della memoria di un tempo lontano.

M.me Jacqueline Costeau, Scrittrice e critico d’arte, Monte Carlo (Fr) 2002

Mi complimento per la raffinata quanto estrosa cura espositiva e per la decisa e attenta dedizione artistica mostrata dall’artista Anzidei, che predilige comunicare attraverso il carattere forte, ma spontaneo dell’arte che lui rappresenta.

Dott. Giorgio Falossi, Critico d’arte ed editore, Cremona (It) 2002

Fin dall’antichità, alcune scritte, disegni, simboli, colori, hanno avuto per lunghissimo tempo, a funzione di tramandare conoscenze, o meglio di fornire ispirazioni, intuizioni. La mente umana, infatti, è in grado di contattare il piano sul quale i segnali si sedimentano, di codificarli per poi tradurli in un linguaggio comprensibile alla nostra soggettiva condizione.
Queste sono capacità che l’Umanità utilizza da sempre, anche se per molti non ve n’è una piena consapevolezza sul piano razionale. Aver le capacità di immettere in oggetti, ambienti o segni il proprio pensiero al fine di tramandare conoscenze anche complesse, è una condizione che l’Uomo ha spesso utilizzato.
Tale sistema supera i limiti dovuti all’uso di un linguaggio il qual per sua natura traduce un’esperienza, un pensiero in segni o suoni, ai quali si è deciso di dare un significato per comune convenzione.
In altro caso è l’esperienza diretta che viene trasmessa, senza mediazioni, è un patrimonio che passa da chi lo produce a chi lo raccoglie, senza bisogno di decodificazioni logiche, poiché l’unica decodificazione avviene attraverso la pura Percezione; sistema di comunicazione universale privo dei limiti di visuale di tipo culturale o di pensiero. Quello che viene percepito è l’elemento “sottile” che viene immesso nel fisico. Quando una persona con sufficienti conoscenze, percepisce attraverso l’elemento fisico, la parte sottile immessa, riceve messaggi i quali li faranno risuonare dentro ricordi e conoscenze nascoste. Ogni conoscenza ritrovata, riemersa, fornisce nuovi indizi, nuove chiavi di ricerca e di intervento sulla realtà in cui si vive. Diventa dunque possibile scavare nella memoria e far riemergere le tracce di un Cammino Iniziatico, che si identifica con una storia che non si narra sui libri di storia, ma in una corrente di pensiero che si ritrova in più età e civiltà. Quel punto intenso e profondo che contiene un patrimonio di Simboli ed Archetipi di cui ognuno di noi è più o meno consciamente possessore, è il ricordo ancestrale, che a volte emerge richiamato dallo stato onirico, evocato dalla meditazione o sotto il prepotente ed infinito stimolo artistico.
Essere coscienti è avere la Conoscenza, il fine ultimo della Vita dell’Uomo, è raggiungere la Conoscenza.

Oberto Airaudi (Falco), Annuario Comed' n° 30, Milano (It) 2002